Un "fuori porta" ricco di aromi e di familiarità


caffè
Una lezione di tecnologia in una tazzina di caffè.
I soci del Lions Club Udine Lionello hanno avuto l’opportunità di scoprirlo nel corso della loro ultima serata conviviale, ospiti di un socio che di caffè se ne intende, anzi, ne ha fatto la propria ragione di vita.
Con riferimento all’innovazione, tema lionistico dell’anno proposto dalla presidente del club Elena Viero, la serata, abbandonata eccezionalmente la propria location tradizionale, si è spostata per l’occasione nella sede di Feletto Umberto dell’azienda Oro Caffè, di proprietà del socio lions Stefano Toppano, che assieme alla consorte Chiara e ad alcuni tra i suoi più stretti collaboratori, ha intrattenuto i colleghi, guidandoli nella visita alla modernissima azienda e tuffandoli in una full immersion sulla storia del caffè, dalla pianta alla tazzina.

E fin dall’inizio della visita l’azienda di Toppano si è dimostrata un validissimo testimonial del tema trattato nell’anno sociale del Lionello: i modernissimi sistemi di tostatura, i rapidi e precisi automatismi per l’incapsulamento, il confezionamento e la predisposizione alla consegna del prodotto finito visionati dal gruppo, hanno infatti offerto l’immagine di un’organizzazione operativa tecnologicamente avanzatissima, dimostrandosi così perfettamente in tema con l’argomento dell’anno proposto.

La visita, comunque, non si è esaurita qui, perché Toppano ha voluto gestire i propri ospiti come se si trattasse di uno dei numerosi gruppi di operatori del settore che invita in azienda per informarli su tutto quanto riguarda il caffè, dal modo di coglierlo dalla pianta, fino a quello di offrirlo alla moltitudine di persone che ne apprezzano aromi e sapori. E a tal fine la proiezione di un filmato ha arricchito le conoscenze dei lions su tutto quanto serve per gustare il caffè nella sua essenza migliore. Le immagini hanno così illustrato la sua storia, passando quindi alla geografia, con le immense piantagioni nei paesi di produzione, per concludere con la lavorazione del caffè sul posto, prima di avviarlo alle aziende per la tostatura e la composizione delle miscele, tra le due qualità sovrane, l’arabica e la robusta. E al termine gli ospiti hanno potuto anche apprezzare e valutare il caffè in tazzina nella apposita sala degli assaggi, dove viene “provato e valutato” dai tecnici nella sua qualità, così come avviene dai sommeliers per il vino.

Una serata, dunque, all’insegna non solo dell’innovazione tecnologica, ma anche dell’arricchimento della conoscenza di tutti i segreti di questa bevanda così speciale, in uno splendido clima familiare e di simpatia grazie alla disponibilità e alla squisita cortesia dei padroni di casa. E la conclusione della visita, al termine di una splendida cena, non poteva che avvenire sorseggiando… un ottimo caffè.

Piero Micoli